Rassegna degli Antichi Sapori

IL CALENDARIO DEL VIGNAIUOLO

 

Gennaio zappatore, / febbraio potatore, / marzo amoroso, / aprile carciofaio, / maggio ciliegiaio, / giugno fruttaio, / luglio agrestaio, / agosto pescaio, / settembre ficaio, / ottobre mostaio, / novembre vinaio, / dicembre favaio.

Se di febbraio corrono i viottoli, vino ed olio in tutti i ciottoli. Se per la candelora il tempo è bello, molto più vino avremo che vinello. Chi pota in marzo e zappa in agosto non si aspetti né pane né mosto. Quando di marzo a notte tuona, la vendemmia sarà buona. Marzo secco e caldo fa il vignaiuol spavaldo. Se la vite fiorisce d’aprile, no sperà d’arrempì lu barile. La nebbia di marzo non fa male, ma quella d’aprile toglie pane e vino. Aprile ogni goccia un barile. Se tuona d’aprile prepara un barile. Se per San Marco goccia lo spino, vi è abbastanza di pane e vino. Acqua di maggio, vino a novembre. Dopo il dì di Sant’Urbano, più non gelano tralci e grano. Se piove per Santa Petronilla, poco mosto dall’uva zampilla. Se piove per San Barnabà l’uva bianca se ne va, / se piove mattina e sera se ne va la bianca e la nera. Se piove per San Vito il vino se n’è ito. Luglio caldo e bagnato acino stento e incenerato. Luglio asciutto, vino e prosciutto. N’acqua tra lujo e agosto è la fonte dl’òjo e del mosto. Acqua d’agosto, olio, lardo e mosto. Quando piove d’agosto, piove miele e mosto. La notte di San Giovanni entra il mosto nel chicco. Assai mosto serba agosto. La luna co’ la stella, Sant’Angelo che vendemmia. Dice la capra: non venga il mese d’agosto: / con la carne ci fanno l’arrosto, / con l’otre ci trasportano il mosto. Se la vigna dà buon vino, lieto inverno al contadino. Se d’aprile a potar vai, o contadino, molta acqua beverai e poco vino. Chi vendemmia troppo presto, o svina debol vino o tutto agresto.